BACC 2014
ANDREAFOGLI

 

L’argilla prima d’essere cotta è cruda, viva, umida, come la carne. Così la scultura prima di essere in bronzo o in gesso o in terracotta è semplicemente una creazione dell’uomo, come le prime tracce impresse dalle tribù neolitiche sulle pareti della grotta.

Su questa strada, procedendo ancor di più verso l’origine, c’è un’altra cosa da tenere a mente. Come si narra da millenni, dai Babilonesi agli egizi all’Antico testamento, l’uomo è stato creato con l’argilla da un dio-vasaio che ha infuso il soffio vitale nella figura modellata con la terra: cosa di più stupefante per un artista, per uno scultore, che dà forma all’immagine dell’uomo cercando di infondergli un analogo spirito vitale? Anche se l’argilla da cui è “germogliato” l’uomo ricorda molto la terra sottomarina in cui secondo la scienza è nata la vita, credo che tale arcaica intuizione derivi dal fatto che l’uomo neolitico (e gli uomini delle prime civiltà arcaiche) si sono resi conto mentre impastavano le prime figure antropomorfiche che erano loro a creare l’uomo dall’argilla, in un atto artistico e di coscienza che ha dato avvio alla nostra storia e ha lasciato alle spalle l’indistinto passato preistorico di una umanità non diversa dal mondo animale. questo è stato il primo e fondante “ecce Homo!”: dar forma e nome a quest’essere che, unico sulla terra, sa dar forma e nome a se stesso e alla natura.

È questo l’atto primario che ha dato origine a miei lavori come l’installazione “Agnus day” in argilla viva in cui un uomo emerge da un letto di terra ancora bagnata, o il ciclo dei “59 grani” creati impastando l’argilla a terre, pigmenti ed elementi vegetali, come un Rosario apocrifo dove i grani-frutti non sono fatti con pietre preziose ma con la “polvere del suolo”. È anche per questo che “Il cuscino dei pianeti” è un torso umano, croce e delizia di un universo vuoto e sconfinato percorso da un indecifrabile e onnipresente spirito vitale.