Eduardo Herrera

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IEROFANIA.
Adesso il cuore è qui

“Quien dijo que todo està perdido, yo vengo a ofrecer mi corazòn” (Fito Paez)

Penso che in questa frase del cantautore, compositore, musicista e regista argentino degli anni ‘80, Fito Paez, continui a trovarsi la risposta all’inquietudine relativa allo smarrimento che viviamo da anni e che sicuramente si è approfondita negli ultimi decenni.
IEROFANIA è il lavoro che ho scelto come risposta a questo nostro presente, nata da una visione interiore, una sedia e una pietra. Una sedia nera che impone il lutto per chi non c’è più, per chi non ce l’ha fatta. E se parliamo del nostro presente cosa emerge. Insensibilità, convenienza, prepotenza, inquinamento, indifferenza. Una sedia e una pietra diventano “ierofanie”, non perdono le loro fattezze ma non è grazie ad esse che si ritengono sacre. Divengono "ierofanie" quando assurgono ad altri significati e attributi, quando, cioè, gli uomini scorgono in loro qualcosa d'altro, di totalmente altro, un altro che appartiene al mondo del sacro. In qualità di esseri umani abbiamo perso il contatto con il mondo naturale, divenendo ciechi a poco a poco. ADESSO IL CUORE è QUI, significa che dopo guerre ed epidemie, l’uomo si trova davanti al suo cuore spoglio, nudo e sofferente, senza riuscire a vederlo veramente, né in sé né negli altri. Dopo una tragedia come quella che abbiamo vissuto, una pandemia, le ferite restano profonde ma invisibili, macerie emozionali che facilmente possono essere nascoste perché intangibili. ADESSO IL CUORE è QUI, e se non lasciamo che guarisca, quello che rimarrà sarà solo un’involuzione.

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