Massimo Luccioli

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Io sono qui
dal ciclo Geografie Immaginali

Miei cari,
vi invio questo piccolo scritto con le tre parole chiave riguardo il mio lavoro, mi rendo conto che è una sorta di delirio notturno, un tempo d’insonnia, ma ogni volta è come entrare in una caverna con la lampada di Diogene e cercare di tenere il lume animato, per farne chiarezza e i miei occhi si chiudono solo a guardarmi dentro…
IO – coscienza della moltitudine dell’Io.
SONO – verbo essere, esistere, coscienza di se.
QUI – presenza di se a se stesso, attenzione al se, ricordarsi di se, percezione di se.


Il lavoro mi rivela a me stesso. Lui fa me.
-Chi sono e dove sono… io sono qui.
Fissare la percezione di me per farne una mappa, per mappare il mondo del mio

mondo e viaggiarci dentro ed accarezzarlo affinché si desti ed appaia alla coscienza e
di questa ne faccia una scienza per avere una scienza della coscienza.
-Come far affiorare la coscienza alla coscienza…?
Vorrei inchiodarla a se stessa affinché non scappi.
-Io sono qui… dove è questo io?
-… D’io apparimi!...
Si è frantumato davanti agli occhi… apparimi ti dico!... qui adesso
-Apparimi… ti supplico!
- Io sono!... grido… perché risuoni dentro di me
- Io sono… come diavolo si coniuga questo verbo essere?
- Io sono… io è un altro!
-Io sono te, tu sei me, noi siamo qui adesso.

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