Mirna Manni

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Deformation everywhere

Il nostro è un mondo ferito e sconvolto nella sua essenza. Un senso comune e diffuso di primordiale e istintivo egoismo resta sospeso, insensibile alle tante difficoltà di un mondo ormai deteriorato, nella natura come nella società. Un mondo non più in armonia o in equilibrio, ma dove, capovolti i principi basilari, quello che rimane ha perso la sua forma originaria, distrutto dalla noncuranza, dalla prepotenza e dalla smania di dominio dell’uomo. Nemmeno ora, dopo aver constatato la nostra pochezza su questa terra, c’è consapevolezza.
In mostra, immagini visionarie e metaforiche di forme alterate, svuotate o trafitte da un'azione scellerata che va a rompere l'originario modello strutturale, provocandone la transizione da uno stato all'altro. Con spinte prodotte con forza e significativa pressione, tale da spostare e distorcere i volumi del corpo che compone la matrice originaria del pensiero dell’opera, si generano queste sagome infilzate e deformate. Sculture instabili, poggiate su basi improbabili. Insieme, mutamento e precarietà raccontano la natura intesa come Creato e Cosmo, dal greco kósmos, "ordine", "mondo", "universo".
Con quest’opera invito a una riflessione che possa ribaltare questa condizione “di spalle” al resto del mondo, che apra gli occhi ed esorti a vedere quell’invisibile che per niente invisibile è. Una riflessione per cui si prenda coscienza che siamo noi a distruggere, che la salvaguardia dell'ambiente non può essere disgiunta dalla giustizia per i più fragili, dalla ricerca di una soluzione dei problemi strutturali di un'economia che persegue il profitto. Che se un giorno, a causa della nostra irresponsabilità, la terra non riuscisse più a generare e a riprodurre vita, ogni cosa verrebbe meno. È necessario ridisegnare il futuro con maggiore consapevolezza, adoperandosi per non sconvolgere ancora questa nostra terra, la sola che abbiamo.

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